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lunedì 28 marzo 2011

Essere genitori: quando si smette di darsi il cambio

Il titolo potrebbe fuorviare, ma leggendo tutto il post se ne viene a capo e gli si da un senso :-)
Debbo fare necessariamente una premessa, per poi esporre una problematica che in qualche modo ho riscontrato spesso in altre famiglie.

Premessa
Sabato siamo andati ad una festa, tutti e tre e soprattutto io e mio marito eravamo felici di poter passare una serata tranquilla, visto che il piccolo unno nelle ultime uscite ci aveva dimostrato di star crescendo; infatti si era sempre comportato da bimbo grande come è, lasciandoci anche degli spazi personali in cui socializzare con i nostri amici.
E invece abbiamo avuto la classica doccia fredda, ovvero l'unno si è comportato come faceva fino a qualche tempo fa; di nuovo appiccicato, di nuovo lagnosissimo, di nuovo capriccioso e soprattutto di nuovo noi non abbiamo potuto goderci la serata.
Un po ci stavo io, lasciando mio marito libero di parlare con gli amici e un po' ci stava lui, lasciandomi ballare con le amiche. Insomma ci davamo il cambio.

Nel viaggio in macchina, questo “darci un cambio” ci ha fatto riflettere a fondo sul nostro atteggiamento nei confronti del piccolo unno (che so che non ne ha colpa, poretto).
Noi abbiamo continutato a darci il cambio, ovvero ce lo siamo sempre palleggiarcelo tra di noi; per esempio se io volevo stare al computer, mi chiudevo in cucina e gli chiedevo di dargli un occhio e se mio marito aveva da fare, me lo “lanciava” e ci stavo io. Questa modalità di approccio nei confronti di nostro figlio l'abbiamo sempre avuta. E' stato un bimbo difficile, che ci ha portato a dividerci il tempo, per aver modo di riposarci, staccare o semplicemente docciarci.

Ci siamo brutalmente accorti che nostro figlio ha fatto tanti miglioramenti, è cresciuto, è cambiato tanto in questi tre anni.... noi, invece no! E' stato duro ammettercelo perchè pensavamo di aver fatto crescere il nostro essere genitori. Le cose andavano meglio, stare con l'unno non era più faticoso (anzi piuttosto divertente), e il cucciolo era sempre più tranquillo; ovviamente fino a sabato, abbiamo pensato che fosse merito nostro.

E invece no! E ancora no! E' solo lui che è cambiato, mentre noi no!

Riflessione
La nostra riflessione, e di conseguenza anche la convinzione di voler cambiare atteggiamento, è stata proprio di essere arrivati a capire che fino ad oggi, anche non volendo, noi abbiamo continuato a gestire l'unno, ma non a strutturarci una vita insieme.

Mi sono resa conto che è davvero sottilissima la differenza tra gestire e vivere come una famiglia.
Questa riflessione mi ha portato anche a compararmi, come genitore, ad altri che conosco. Ho notato che spesso viene attuata una gestione dei figli, mentre la vita di famiglia non è poi così facile da trovare. La gestione, almeno secondo me, è quella di accudimento e di compito, che viene svolto sia perchè non c'è nessun altro che lo fa, sia perchè può essere di sollievo per l'altro genitore.
Vivere come una famiglia è semplicemente vivere con naturalezza ogni evento, senza sentire l'esigenza di torgliere di torno il bambino per staccare; si può staccare anche con lui, perchè basta indirizzarlo ed educarlo oppure si può riposare mentre lui gioca, senza che ci sia bisogno che qualcuno lo "sollazzi" mentre si dorme.

Spunto di discussione
Con questo post mi piacerebbe che voi, mamme come me, provaste ad analizzare con una sincerità interiore, il vostro modo di relazionarvi ai vostri figli.
Se avete la fortuna di essere riuscite a relazionarvi immediatamente, o precocemente, come una famiglia, sarebbe bello conoscere il modo con cui lo avete fatto. Personalmente posso dire di essere una famiglia da ieri :-)


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4 commenti:

ciao io penso che il "rimpallo" sia normale, per sopravvivere al menage familiare.... i bambini vogliono sempre qualche adulto vicino e per forza di cose bisogna organizzarsi...i miei twins sono abbastanza autonomi ma quando io o mio marito dobbiamo fare qualcosa che sia stare sul pc o faccenda domestica o altro ci deleghiamo il "controllo" della prole.

si, anche io penso che sia inevitabile il palleggio... e con due, beh che dire.. lo è ancora di piu!
ma il nostro intento (da sabato appunto) è quello di non farlo essere più la normalità e il solo approccio...
Speriamo bene :-)

beh sono pochi i bimbi che a tre anni ti lasciano davvero fare qualcosa da solo e comunque credo che sia difficile che uno possa non fare il rimpallo, fosse solo per controllare che il bambino non si faccia male. Noi come famiglia siamo piu o meno come voi. Lo rimpalliamo e adesso, quando uno sta con il grande, inevitabilmente l'altro sta con la nana. ma è dura cercare di coivolgere il grande in quel gioco che dovrebbe essere la famiglia intesa come naturalezza. Anche se ho intenzione di iniziarea adargli dei compiti ben precisi che faanno parte dell'essere in famiglia come l' apparecchiare la tavola o fare giardinaggio insieme, mettere i propri vestiti stirati nei cassetti. Percchè credo che la cosa sarà così ma solo da una certa età in poi.
baci Silvia

ovviamente, quando ci sono due bimbi di età diversa la cosa si complica e come per twins, il palleggio è inevitabile. Certamente, iniziare a rendere partecipe la bimba grande, fa si che anche la rottura di apparecchiare diventi un gioco.
Io ho la "fortuna" di avere un solo figlio e cercare di vivere in tre anzichè in due a turno, è sicuramente più facile e lo posso già iniziare a fare

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