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domenica 13 febbraio 2011

Il primo soccorso: imparare a leggere i segnali di allarme ed intervenire

Credo che nessun genitore voglia trovarsi nella condizione di usare queste nozioni, ma conoscere il primo soccorso per i bambini può essere uno dei modi per tutelare la salute dei nostri figli.
Di seguito vi illustro una serie di consigli, alcuni davvero elementari, ma che potrebbero fare la differenza; iniziamo con il saper valutare i sintomi del bambino:
- da tenere sempre a portata di mano, magari sul frigorifero, il numero del pediatra, il numero della guardia medica e del reparto di pediatria dell'ospedale a voi più vicino. Il numero del pediatra può esservi utile, se vi ha ovviamente lasciato il cellulare e lo tiene acceso, il numero della guardia medica è indispensabile soprattutto negli orari notturni. Noi personalmente lo abbiamo usato un paio di volte e ci hanno dato una consulenza telefonica; tu gli descrivi i sintomi e se reputano che non sia grave, ti consigliano le cose da fare. Anche il 118 è un numero che può darvi aiuto telefonico, magari prima che arrivi l'ambulanza o il medico di turno.

- imparare a valutare i sintomi del bambino; è indispensabile osservare con attenzione il comportamento del bambino. Ovviamente se il bambino è neonato, ogni sintomo può rivelarsi preoccupante.

In ogni caso i sintomi che generalmente dovrebbero destare sospetti e portarvi ad un intervento immediato (ospedale o medico) sono:
 - il bambino risulta non vigile, ha lo sguardo vacuo e non reagisce agli stimoli
- il bambino ha le labbra che tendono al bluastro; questo sintomo indica una scarsa affluenza di ossigeno nel sangue
- il bambino piange ininterrottamente e senza un apparente motivo rispetto al normale comportamento
- grande difficoltà respiratoria, ovvero respiri veloci come il respiro di un cane; non preoccupatevi se ha il semplice raffreddore o un po' di tosse
- il bambino ha mal di pancia per lungo tempo; provate a premere all'altezza dell'ombellico e vedete se il tessuto risulta rigido o gonfio.
- il bambino ha la febbre che supera il 40 e per lungo tempo; in questo caso fate attenzione alla mobilità del collo. Verificate che il bambino muova il collo con tranquillità e senza dolore in questo modo: tenete il bambino frontale a voi e piegategli leggermente la testa verso il basso (mento al petto per intenderci) e se prova dolore, andate all'ospedale immediatamente. Ovviamente non prendete in considerazione il semplice torcicollo, il dolore di cui si parla è lancinante.

Vediamo brevemente alcuni eventi che potrebbero verificarsi

Reazione allergica, anafilassi
Normalmente le reazioni allergiche, che possono essere da contatto o da ingerimento, si sviluppano in forma lieve e non eccessivamente preoccupante.
Una reazione allergica grave generalmente avviene quando il soggetto, in questo caso il bambino, viene a contatto per la seconda volta con quell'elemento. Si può avere una reazione allergica con i farmaci, con alimenti come crostacei, fragole, attraverso le trasfusioni o punture di insetti.
I sintomi, che possono apparire subito o anche dopo mezz'ora sono:
- gonfiore sulla lingua e in gola, molto prurito sia locale che agli occhi, esecrezione eccessiva dal naso in seguito a starnuti, difficoltà respiratoria, battito cardiaco accellerato, svenimenti
Che fare:
- chiamare il medico o il 118
- mettere il bambino per terra con le gambe alzate per favorire l'afflusso sanguigno al cervello
- in caso di puntura di insetto, rimuovere l'eventuale pungiglione ed eventualmente somministrate un antistaminico in dose per bambini
- tenere sotto controllo il respiro ed il battito cardiaco

Avvelenamento
Soprattutto i bambini di età inferiore ai 3 anni, possono essere soggetti a rischio perchè la loro curiosità li porta ad ingerire qualunque cosa abbiano a portata di mano.
Normalmente nei bambini l'avvelenamento avviene nelle mura domestiche per ingerimento di detersivi, saponi, solventi, insetticidi, colle o monossido.
I sintomi possono essere:
- convulsioni, stato di sonnolenza differente dalla norma, difficoltà respiratoria, difficoltà di coordinazione dei movimenti, mal di pancia, bruciori localizzati, sangue nelle feci
Cosa fare:
- l'unica cosa da fare è rivolgersi a qualche centro antiveleno o portarlo all'ospedale che vi potrà dare i giusti suggerimenti. Questo è un link dove trovare i centri antiveleni sempre aperti (clicca qui)
- non è consigliabile far ingerire al bambino il latte o l'uovo
- è possibile portare anche un campione di feci o di vomito da far analizzare per capirne la provenienza dell'avvelenamento

Convulsioni da febbre
Se il bambino ha un'età inferiore ai 6 anni, è facile che possa avere episodi di convulsione febbrile. Trovarsi di fronte al proprio figlio con la convulsione è terribile ma fortunatamente, nella norma, non comporta alcun danno cerebrale. Gli episodi di convusione non durano che pochi minuti. Se dovesse durare più di dieci minuti, portate il bambino all'ospedale. In ogni caso, dopo l'episodio, interpellate sempre il medico.
I sintomi possono essere:
- perdita di conoscenza, irrigidimento del corpo, movimenti senza controllo, sbarramento degli occhi, occhi girati
Cosa non fare:
- non scuotere il bambino
- non coprirlo
- non mettergli nulla in bocca
Cosa fare:
- alleggerite l'abbigliamento del bambino per fargli abbassare la febbre
- mettete il bambino in una posizione che favorisca la respirazione, possibilmente di lato
- eventualmente mettete delle pezze bagnate sulla fronte e fate delle spugnature sul corpo con acqua tiepida
- solo al termine della convulsione si possono dare farmaci antipiretici, per abbassare la febbre
- eliminate dalla bocca qualunque cosa possa avere, come il ciuccio


Man mano che incontrerò patologie che possono verificarsi con i bambini, aggiornerò questo post. Ma se qualcuno di voi ha notizie in merito, sentitevi liberi di scrivere.

Se vuoi leggere altri post per la cura di tuo figlio, clicca qui

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