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domenica 30 gennaio 2011

Come far dormire tuo figlio

Vorrei iniziare una sorta di piccola guida di sopravvivenza per genitori.
Penso che le esperienze di altre mamme che hanno vissuto le stesse piccole/grandi tragedie possano essere di aiuto o almeno di conforto. Sapere che quasi tutti i genitori hanno gli stessi problemi con i propri figli, secondo me è quasi rassicurante; ti fa sentire meno fallimentare e più serena.

Iniziamo con il fare la nanna
Quando vittorio era piccolo abbiamo avuto  molti problemi per farlo addormentare e, sinceramente, abbiamo provato tutta una serie di metodi che urlavano al successo.

Primo metodo di fare la nanna che abbiamo provato
Il bambino viene preso in braccio e cullato dolcemente fino a quando non riesce ad addormentarsi; contemporaneamente si canta una sorta di nenia o canzone della nanna.
Il bambino si addormenta molto felice e il genitore soddisfatto decide di metterlo a nanna.
Qui iniziano i problemi perchè il bambino, giustamente, sta bene in braccio, col calore del corpo della mamma o del papà. Quando viene messo nel lettino o culla, il bambino quasi sempre si risveglia sia perchè il letto in genere è freddo sia perchè qualcuno ha smesso di cullarlo. E allora si riprende in braccio il bimbo e lo si culla per ore sperando che sia entrato nel sonno rem più profondo.
Questo sistema con noi non ha funzionato perchè per metterlo a nanna passava da un minimo di 45 minuti ad oltre due ore.
p.s. al sistema 1: ovviamente se al genitore fà comunque piacere cullare il bambino per ore e non si inizia ad innervosire perchè anche lui è stanco, è giusto che lo faccia, almeno secondo me.

Secondo metodo di fare la nanna:
Questo è quello che generalmente viene consigliato dalle generazioni precedenti, ovvero mettere il bambino nel lettino e anche se piange si dovrebbe lasciarlo piangere ad oltranza. Secondo la generazione precedente, prima o poi smette e dormirà.
Anche questo non ha funzionato, o almento non ce la siamo sentiti di oltrepassare le 2 ore di pianto ininterrotto ed emotivamente massacrante.

Terzo metodo di fare la nanna:
Disperati abbiamo comprato il libro "Fate la nanna" di Estevil e abbiamo seguito in parte i suoi consigli e questo metodo ha funzionato.
Il sistema in poche parole consiglia:
- di creare un ambiente rassicurante
- ideare un "rito della buona notte" come una canzone oppure una favola o anche un bagnetto prima di andare a nanna
- di mettere da sveglio il bambino a letto, salutarlo dolcemente e dirgli una frase di conforto
- una volta fatto questo si lascia la stanza del bimbo
 - successivamente si segue una tabella di orario che deve essere seguita per entrare nella stanza e consolare il bambino; la consolazione avviene dicendogli la frase di conforto, sempre quella e con lo stesso tono pacato
- il bambino ovviamente piangerà, ma appena il genitore entra nella stanza il bambino dovrebbe già calmarsi.

Noi abbiamo un po' revisionato il metodo e con noi ha funzionato benissimo; ci sono voluti pochissimi giorni e Vittorio andava a nanna tutto sereno e sorrisi. Certamente ci vuole anche una certa dose di pazienza e resistenza al pianto e altra cosa, ci vuole la convinzione in quello che si sta facendo.
Credo che solo se arrivi con "il culo a terra" riesci a sperimentare o cambiare strategia di approccio con tuo figlio.

Ancora oggi che ha 3 anni non ha problemi ad andare a nanna e ci va volentieri. Il rito della buonanotte è cambiato con il tempo; all'inizio era il bagnetto, poi siamo passati a 5 minuti di televisione e ora alle fiabe.

Può sembrare un metodo crudo ma il fatto che si rientra nella stanza dopo un tot di tempo rassicura il bambino e lo rende sereno rispetto alla nanna.

2 commenti:

appunto, ma come si fa a sostenere che siccome potrebbe essere un metodo crudo non arrivano i sensi di colpa? già il dubbio dovrebbe essere una cosa tremenda!

Avoja che arrivano i sensi di colpa, :-)
ma questi arrivano (almeno per me) in ogni azione che possa essere diversa dal semplice si.
Credo che come mamme abbiamo un senso di colpa radicato che fà parte proprio dell'essere mamma.
Quando si attuano "metodi" è perchè non si reputa di aver via di uscita. Come dico sempre, si deve fare quello che si sente.
Se si riesce a cullare per ore con il sorriso, ben venga ma se il momento della nanna diventa una goccia di sudore enorme, forse va cercata un'altra strada.

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